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venerdì, 17 febbraio 2006

Ombre rosse

Il soft core attacca il cuore dell'Islam. Le parabole per la ricezione dei canali satellitari a luci rosse vanno a ruba. Sui tetti di Kandahar, città del sud dell'Afghanistan che fino a poco tempo fa era il centro religioso del regime talebano, si assiste a un'improvvisa proliferazione di antenne satellitari. Le abitazioni, i ristoranti e le pensioni ricevono trasmissioni da tutto il mondo attraverso più di settanta canali, quattro dei quali trasmettono programmi a luci rosse non-stop. I Talebani, il cui regime costringeva le donne a una segregazione ed emarginazione assolute, non sono più al potere. Ma i nuovi signori dell'Afghanistan, i Pashtuns, non hanno abbandonato i ristretti codici sociali e religiosi che regolano l'interazione tra i due sessi. Quasi tutte le donne, dai 14 anni in poi, indossano ancora il burqa integrale quando escono da casa. Molti uomini non hanno mai visto una donna nuda al di fuori della propria famiglia. Ma tutto sta cambiando molto velocemente, anche a causa dell'avvento dei canali a luci rosse. Rispetto agli standard occidentali si tratta di una pornografia molto blanda. Raggazze in topless che ballano la lap dance o che stanno sdraiate sorridendo e accarezzandosi, mentre i numeri telefonici delle chat line erotiche o gli indirizzi di e-mail per acquistare video a luci rosse scorrono attraverso lo schermo. "Non è una cosa buona per la nostra società", ha detto un uomo di 26 anni che lavora per una fondazione didattica, "la gente non dovrebbe vedere certe cose. Non è bene". Intanto i telespettatori continuano ad aumentare. Un'antenna satellitare, con il decoder digitale, costa dai 100 ai 250 euro. "In un mese ho venduto più di 400 parabole." ha detto il proprietario di un negozio "Tutti vogliono vedere i canali satellitari".
Culi Rotti Culi Sodi Culi Sfondati Culi Aperti Culi Grossi
postato da: bellatopolina alle ore 11:13 | link |
venerdì, 03 febbraio 2006

La trappola

Un uomo d'affari inglese è stato sedotto e poi ricattato da una prostituta e dai suoi complici. Ma l'uomo li ha denunciati alla polizia che li ha colti in flagrante e arrestati. Un uomo d'affari è stato sedotto e poi ricattato da una prostituta e dai suoi complici con quella che in inglese viene definita una "honey trap", una "trappola al miele". La donna, Kerry Green, 28 anni, si era presentata all'uomo come "Ellie" e lo aveva invitato a uscire con lei: alla fine della serata trascorsa in un bar i due avevano fatto sesso nell'automobile di lui. Qualche giorno dopo la Green aveva proposto all'uomo un secondo appuntamento, in una camera d'albergo dove i due complici della donna, Pradip Vaja e John Bateman, avevano nascosto una telecamera e quindi ripreso i rapporti sessuali della coppia. Il giorno successivo la vittima aveva ricevuto un pacchetto postale con il video e una telefonata che lo invitava a risarcire con 30.000 sterline il marito irato della sua partner. L'uomo a quel punto ha deciso di chiamare la polizia per denunciare l'accaduto e si è poi incontrato con John Bateman per consegnare un acconto di 4000 sterline. Le forze dell'ordine sono intervenute al momento dello scambio cogliendo in flagrante il ricattatore. Kerry Green è stata condannata a due anni di reclusione, Pradip Vaja a 33 mesi e John Bateman a 30 settimane.
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postato da: bellatopolina alle ore 14:28 | link |

La doppia vita di Barbie

La bambola più famosa del mondo è da tempo oggetto delle attenzioni degli adulti. Con grande disappunto della Mattel. Bambini precoci hanno atteggiato la loro bambola in pose innocentemente erotiche per decenni. Altri, più adulti e meno innocenti, sono andati un poco più in là, vestendo e spogliando Barbie in mille pornoversioni. La Mattel, l'azienda produttrice, considera Barbie una proprietà anche "intellettuale" e ha sempre violentemente avversato l'uso improprio e le rappresentazioni non autorizzate della bambola. D'altra parte, artisti come Tom Forsythe combattono per liberare Barbie e farla partecipe del loro immaginario. La causa tra Mattel e Forsythe è lunga e combattuta. L'azienda sostiene che l'artista sfrutta illegalmente un suo marchio di fabbrica,  Forsythe ribatte che in un mondo dominato dalle marche deve essere possibile un atteggiamento critico, un intervento sulle stesse. La Mattel chiede che al fotografo venga vietato il commercio delle sue opere e la distruzione dei negtivi. Il giudice non ha ancora deciso. Un'altra causa è stata intentata dalla Mattel contro il sito www. BarbiesPlaypen.com. In questo caso la Mattel ha avuto ragione. Secondo il giudice le BarbiesPlaypen, bionde esplosive con improbabili dimensioni, non sono in ogni caso esempio di sane attività .Con  Internet, decentralizzato e anonimo, è fiorita una piccola cultura delle Barbie porno, tra cui vale la pena di segnalare quelle ospitate da Plastic Paradise. Imperdibili le scene melodrammatiche con Ken e altri amici realizzate da Cat Sass, la Barbie lesbica di Cory Caplinger che si diverte anche con altre bambole famose e i tre minuti del video di sesso torrido di Barbie and Ken. Per uno studio più approfondito di quest tematica si consiglia la lettura di "The Great Barbie Makeover-Transforming the Image of the Image of Women" di Sarah Phelan.
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postato da: bellatopolina alle ore 14:26 | link |